Unicef e la Virtual Reality – BrodoStudio
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Unicef e la Virtual Reality

Unicef e la Virtual Reality

Invece che portare i donatori sul campo la VR (virtual reality) ha il potenziale di portare il campo ai donatori.

 

Quando le persone nel settore dell’organizzazione eventi parlano di “evento”, solitamente alludono a gradevoli e curate esperienze che le persone non vedono l’ora di fare. Questa definizione di “evento” è però molto più ampia e può riferirsi anche a disastri naturali, guerre e crisi. Per David Cravinho, lo specialista internazionale di raccolta fondi dell’UNICEF, questi due mondi si incontrano ogni giorno. David organizza raccolte che attraggono l’attenzione su comunità bisognose in tutto il mondo. Organizzatori come David devono affrontare moltissime sfide. Quando un problema è lontano dalla nostra quotidianità, come si può fare a renderlo più reale? Come si raccoglie consenso e si traducono statistiche in reazioni emozionali? Come si fa a motivare le persone a diventare da semplici passanti a partecipanti attivi alla campagna e supportare la causa?

Come abbiamo appreso in passato intervistando esperti del Marketing Esperienziale di Airbnb, Lyft e Paypal, le esperienze vissute in prima persona possono essere incredibilmente motivazionali. Creano una connessione tra la persona e il brand o la causa attraverso interazioni reali e memorabili.

In questa interessante intervista, abbiamo chiesto a David di esplorare le possibilità della realtà virtuale di trasportare le persone nel mezzo di crisi umanitarie a migliaia di chilometri di distanza e in che modo la tecnologia può rivoluzionare il mondo della raccolta fondi.

 

Che cosa ha spinto UNICEF a sperimentare con la tecnologia della realtà virtuale?

 

Una delle cose che facciamo con i nostri maggiori donatori – e fa un’enorme differenza – è portarli nei campi di modo che vedano che cosa stanno sostenendo. Questo funziona se hai un target ristretto di pubblico che porta un valore elevato, ma non nel momento in cui hai la necessità di arrivare alle masse come durante la raccolta “faccia-a-faccia”. L’anno scorso UNICEF ha raccolto più di 400.000 sostenitori attraverso questo secondo tipo di raccolta, quindi è estremamente importante. Ovviamente non è possibile portare tutti i potenziali donatori a visitare fisicamente un progetto, ma quello che ho realizzato qualche anno fa leggendo sugli albori della tecnologia VR fu che, invece che portare i donatori sul campo – VR ha il potenziale di portare il campo ai donatori.

 

Come hai sviluppato il piano economico per quest’idea?

 

L’anno scorso sono successe due cose che hanno fatto una notevole differenza. La Millennium Commission delle Nazioni Unite produsse un contenuto video – non esattamente quello che stavamo cercando – che rispecchiava sufficientemente le nostre esigenze e ci permise di fare un test senza dover investire sulla creazione di nuovi contenuti. Era una clip di otto minuti chiamata “Nuvole su Sidra” che raccontava della storia di una ragazzina siriana di 12 anni che vive nel campo rifugiati di Za’atari in Giordania, giusto sul confine. Il video presenta, attraverso i suoi occhi, l’esperienza di una normale giornata al campo profughi.

È stato girato grazie all’aiuto dello staff di UNICEF e rifletteva quindi il nostro lavoro, ma era soprattutto la riflessione di una delle persone che UNICEF cerca di aiutare. È la rappresentazione di una dei milioni di persone che in tutto il mondo si trovano in situazioni simili. Il video fu presentato l’anno scorso al Forum Mondiale dell’Economia, fornendo ai leader mondiali una prospettiva diversa della crisi dei rifugiati. Mi misi in contatto con i registi del film che furono felici di far sì che lo utilizzassimo per la raccolta fondi.

 

In quali situazioni mostrate il film?

 

Lo utilizziamo in diversi contesti: a volte per strada, altre volte nei centri commerciali e ai nostri principali donatori. Lo utilizziamo spesso anche con i gruppi di volontari delle raccolte fondi in quanto ci sono molte persone coinvolte che credono profondamente nella causa ma non hanno mai avuto l’opportunità di vederla in azione.

La VR porta il lavoro in vita e ha un’incredibile impatto emotivo. Le persone donano con il cuore; anche se spesso razionalizzano successivamente, la decisione è principalmente emotiva. La natura immersiva della VR permette di instaurare una connessione emotiva con il lavoro svolto da UNICEF sul campo – perciò vuol dire che funziona. Questo approccio ha dato nuova vita al vecchio modo di fare raccolta fondi che, sotto alcuni aspetti, è diventato banale. Spesso, quando si fa raccolta fondi per strada le persone evitano di avvicinarsi perchè hanno impressioni negative. In questo caso invece abbiamo cambiato questa percezione e anzi, i passanti si sentono più che mai coinvolti.

 

Le organizzazioni di beneficenza hanno qualche responsabilità verso gli spettatori dei contenuti della Virtual Reality?

 

Sì. È un’esperienza emotivamente molto intensa e dobbiamo quindi essere attenti rispetto a quello che offriamo alle persone. “Nuvole su Sidra” non mostra scene di disperazione e miseria così come spesso vengono rappresentati alcune pubblicità fatte da organizzazioni di beneficenza. Se fosse stato così anche il contenuto del nostro video in realtà virtuale, sarebbe probabilmente stato eccessivo. Se utilizziamo la VR, dobbiamo stare attenti a non portarla all’eccesso. I passanti che stanno camminando per strada, andando magari semplicemente al lavoro, non si aspettano di essere trascinati in una situazione troppo forte e vedere una donna morire di fronte ai loro occhi. Bisogna tenere a mente quanto è maggiormente immersivo e impattante un qualsiasi contenuto attraverso la VR.

La Realtà Virtuale potrebbe davvero rappresentare una pietra miliare nella storia della raccolta fondi. Per la prima volta, migliaia di donatori possono visitare zone di guerra, o disastrate e aree di estrema povertà e finalmente vedere con i loro occhi perchè i loro soldi sono così necessari. Può inoltre offrire opportunità molto interessanti ad altri settori industriali. La VR potrebbe aprirsi ad eventi come festival, concerti e conferenze ed essere applicata a livello globale, trasformarsi anche in ritorni economici interessanti.


Scritto da: Ronnie Higgins (Eventbrite)

Link originale: https://www.eventbrite.com/blog/experiential-marketing-series-how-unicef-is-using-vr-at-events-ds00/

Tradotto da: Brodostudio