BrodoStudio racconta Udinì (Pt.1)
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BrodoStudio racconta Udinì (Pt.2/2)

Produzione e retroscena episodio per episodio: quello che gli spettatori non vedono!

Che cosa significa realmente realizzare una webserie dedicata alla musica non è facile da spiegare se non ci si è mai trovati in mezzo! La tendenza è quella di dire “hey, un format è un format… uno standard che si ripete n-volte”. Purtroppo o per fortuna non è sempre così! Le difficoltà, gli imprevisti, gli incastri e il timing sono differenti ogni volta. Proviamo allora a ripercorrere, episodio per episodio, la produzione di questa prima stagione.

New Candys @MUSE powered by Dolomeyes (Fondazione Dolomiti UNESCO)

Il primo episodio della stagione è dedicato ad una band dal respiro internazionale. Una band disponibile è già un ottimo inizio e, nella preparazione dell’episodio, tutto è filato perfettamente liscio. Dal primo incontro per proporre la loro partecipazione all’iniziativa, alla gestione delle attrezzature per lo stage… dei veri professionisti all’opera.

La location è spaziale, anzi preistorica! Il MUSE di Trento, a supporto della campagna di Fondazione Dolomiti UNESCO. Non tutti sanno però che l’episodio avrebbe dovuto svolgersi in alta quota, sullo splendido sfondo delle Dolomiti. Purtroppo tra meteo e difficoltà logistiche non siamo riusciti nell’ardua scalata. Fortunatamente il MUSE ha avanzato la proposta di spostare il live all’interno delle sue aree espositive… e così eccoci qui, a suonare al fianco di dinosauri estinti milioni di anni fa.

Il sound check del live è stato programmato a porte aperte e le vibrazioni hanno lievemente sorpreso personale ed avventori inconsapevoli, attirando però piacevolmente tutti i più curiosi e impavidi in “galleria”, c’è chi avrebbe voluto rimanere fino alla fine del concerto che però si è registrato a porte chiuse. 

Il Big Void, questo il nome della sala centrale del MUSE scelto da Renzo Piano, è uno spazio davvero grande e incredibilmente avvolgente, si è letteralmente immersi nell’architettura! Se da una parte il volume della sala offre una gran quantità di inquadrature, dall’altra illuminare i protagonisti e posizionare le nostre scenografie in modo funzionale non è stato proprio un gioco da ragazzi. Il tempo a disposizione non era moltissimo e nell’arco di mezza giornata abbiamo dovuto allestire e smontare un set davvero gigante! Una serata al museo da ricordare!

Vanarin @Flower Burger (Milano)

Secondo episodio, location coloratissima, panini dai colori vivaci e gustosi e massima disponibilità. Erica, Communication e Content Designer del brand, per l’occasione fa la padrona di casa ed è attenta a tutte le esigenze per realizzare questa loro prima esperienza live-in-store.

Il locale per quanto carino è estremamente piccolo, quasi come uno studio di registrazione, ed è posizionato in una ZTL di Milano – dire facilmente raggiungibile è un eufemismo. Carico e scarico in tempi record, neanche fossimo al pit-stop della Formula1. L’altro problema: il locale non può interrompere il servizio ristorazione quindi, si suona nella pausa.

Tre ore per riadattare il locale, fare il sound check, registrare il live e ricomporre il ristorante come se fosse appena aperto… Impossible is nothing!

Lasciando perdere il caldo e lo spazio ridottissimo, suonare in vetrina ha sempre un suo fascino… con i raggi del sole che modificano la luce interna e i passanti, che di tanto in tanto spalmano i loro nasi curiosi sul vetro per sentire che aria tira: che aria volete che tiri, Alt-Pop al profumo di curcuma!

Montoya @MUSE powered by Dolomeyes (FD4U)

Per questo terzo episodio ci troviamo nuovamente al MUSE di Trento, sempre dedicando la puntata alla campagna di sensibilizzazione della Fondazione Dolomiti UNESCO. La location la conosciamo già e la performance di questa occasione, è dedicata ad un artista singolo… Jhon Montoya, dj producer e polistrumentista. Semplice no, poca attrezzatura e sound check rapido.

Questa volta però il MUSE sfida le abilità della nostra crew e ci dedica il padiglione dedicato alla natura: la Serra Tropicale. Ora, per chi non fosse proprio del settore (come noi) l’ambiente tropicale si caratterizza in questo caso specifico dall’umidità dell’aria, che spesso raggiunge il 100%. Ottiche appannate, cavi scivolosi e prese di corrente da proteggere. Tutto in questo scenario diventa complesso, considerando il fatto che per la sicurezza di tutti abbiamo la necessità di occupare la serra per slot di massimo 12-15 minuti.

Anche il sound check non è stato semplicissimo. Certo, un dj può suonare in cuffia però una spia per gli operatori di camera ci vuole, quel tanto che basta per capire in quale momento del trip mentale si trova il musicista e fare riprese coerenti con i movimenti. Un dettaglio non noto a molti è che la “Serra Tropicale” non solo è dotata di una cascata a grandezza naturale ma abitata da diversi animali che vanno mantenuti sicuri e non disturbati… quindi volumi al minimo e divieto di qualsiasi tipo di rumore.

Morale: live session di 40 minuti no-stop e uccellini gorgheggianti per tutta la durata della performance. Se ascoltate attentamente il live sentirete di tanto in tanto il canto degli uccellini, naturale e originale al 100%.

Anche in questo caso le sfide tecniche sono state molte ma lo studio della regia e le scelte stilistiche non sono state da meno. Un dj-set o un live di elettronica quando non è supportato da effetti di luce, videowall o scenografie digitali è molto più difficile da raccontare che non l’esecuzione di una band “classica”, mancano spesso elementi dati dalla fisicità della performance, l’altro grado di difficoltà è dato dall’assenza di pubblico e dal non poter sfruttare quei piani d’ascolto o meglio di ballo. Da una parte la regia statica della boiler room, grandangolo frontale e ressa sui controller, dall’altra i voli panoramici dagli scenari mozzafiato di Cercle. Alla fine abbiamo scelto è tentato una terza strada, la nostra, mantenendo l’operatore a ridosso del musicista abbiamo potuto scovare le espressioni e l’intimità dell’esecuzione, mentre con la flycam abbiamo cercato di esaltare e omaggiare il verde! Una tonalità bellissima e intensa che riempie da sola il video e con poteva non essere co-protagonista!

Gregorio Sanchez @CR/AK Brewery

Bollicine! Ecco il titolo che darei a questo quarto episodio. Sulla carta tutto bene, e anche il live è stato molto semplice e piacevole. Un cantautore (chitarra e voce), una location comoda e tranquilla… i padroni di casa ospitali e disponibili, cibo ottimo e birre sensazionali. Forse limitarsi nell’assaggiarle tutte è stata la vera sfida.

Detto questo, la difficoltà si incontra ad inizio mattinata, quando al momento della partenza la crew si accorge che il furgone con tutte le attrezzature non funziona: “problemi al cambio”. Quella che era una tabella di marcia da perfetti svizzeri si trasforma con tre semplici parole in una lotta contro il tempo per a) portare il furgone in officina, b) trovare il furgone sostitutivo, c) fare il trasbordo di tutte le attrezzature e partire alla volta di Padova. Sicuramente poteva andare peggio, “poteva piovere” come direbbe Igor di Frankenstein Junior, però sono state ore intense… “Salute!”.

Bruuno & Cecilia @Birrificio Barch powered by Bevande Futuriste

Location incredibile, un birrificio nel mezzo del nulla, Barcon (TV). La giornata è tosta: due live da registrare in due zone diverse, una indoor e una outdoor. Doppio lavoro per il fonico che deve pensare e organizzarsi per il montaggio di due stage, sicuramente facile sulla carta ma impegnativo all’atto pratico.

Anche in questo caso il birrificio non può permettersi di bloccare il locale… già sono stati chiusi per colpa della pandemia quindi adesso si lavora senza soste. Dobbiamo quindi essere chirurgici!

Ecco, forse posizionare il cameraman con lo slider a fianco del batterista non è stata un’idea felice. Il risultato, operatore stordito dalla grancassa e riprese mosse dalle vibrazioni! Terremoto a Barcon. I Bruuno arrivano giusto per l’ora di pranzo, nella quale il locale ci mette a disposizione una tavola imbandita e carica di prelibatezze e birra del posto. Lo stage è pronto e il sound check ci ha dato il primo schiaffo in piena guancia! I Bruuno sono tosti, pestano e vibrano con una carica sempre costante. Il live è estremo ed emozionante.

Cecilia invece suona outdoor e finalmente siamo in grado di ospitare del pubblico. Tutti seduti a stile picnic nel giardino di fronte alla Barchessa. Anche in questo caso il set non è complesso, fatto salvo per la luce del sole, che nella fase di montaggio picchiava proprio su tutti. Abbiamo dovuto tardare il live per riuscire ad evitare scottature da spiaggia.

Sulla carta questi due episodi dovevano essere più semplici in termini di riprese, spazi definiti, sopralluoghi effettuati, inquadrature già programmate. Tutto semplice se due camere non avessero deciso di fare strani scherzi, giusto per non annoiarsi mai. Purtroppo il montaggio ha dovuto subire qualche taglio, tuttavia siamo riusciti a montare i live e restituire le due performance di gran livello! Anche per gli artisti non è facile esibirsi con 6 persone che ti ronzano attorno con ottiche, microfoni e antenne varie, sono stati davvero bravi e pazienti!

Post Nebbia @Brodo Studio & Sottoterra Mag

Ultimo episodio della prima stagione. Quasi scende una lacrima! Ma ancora il grosso è da fare. Siamo in crisi perchè mancano due giorni al live e abbiamo perso per strada il brand che doveva ospitarci e, di conseguenza, la location. L’importante è mantenere il sangue freddo e ovviamente avere un’amica che ti dica “hey, se volete io ho una villa dell’800 a disposizione, libera e pronta per ospitare dei live”… Ok!

La band arriva carica e, per questo episodio, abbiamo una sorpresa. Il live si fa, ma in tre stage diversi!.. un “Hurrà” arriva diretto dal fonico che per l’occasione è felice come una Pasqua. Finito il montaggio del primo stage si fa pausa pranzo veloce… la nostra amica non ha solo una villa, ma agganci con una chef vegetariana che ci presenta un banchetto invidiabile.

Si torna all’opera e senza sosta si registra per quasi tre ore filate, tra interviste, brani spostamenti e sound check nei più disparati angoli della villa.. tra ragnatele, fiori secchi, marmi e quadri. Questo episodio che chiude la prima stagione di Udinì Live Experience è davvero emblematico e rappresentativo di quello che può accadere in una produzione cine-televisiva (qui si fa web ma fa lo stesso). Da una débâcle quasi certa alla più classica delle rimonte in “zona Cesarini”, un gol di rovesciata al 90 che ha fatto in modo di coinvolgere lo staff di Sottoterra Magazine che ci ha supportato e aiutato con entusiasmo nella disseminazione, e una gran botta da fuori che si staglia sotto il sette al 93 con la disponibilità della stupenda location! Qusta ci ha permesso di introdurre un elemento in più nel format, quello narrativo, con dei raccordi “fiction” tra le diverse scene, una cosa che avremmo voluto portare anche nelle altre puntate e che di qui in futuro potenzieremo!

Forse da questi racconti si riesce a  percepire la bellezza e la magia di suonare dal vivo e noi tutti speriamo di poter tornare al più presto a realizzare una nuova stagione, magari con il pubblico. Come sempre, non ci resta che ricordarvi i nostri canali ufficiali e di invitarvi a guardare e ascoltare tutti i live della prima stagione!

Sito web: www.udini.it

YouTube: www.youtube.com/channel/UCqmd472mWQKx5GhtBIyIvEg

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