best christmas music show

Tutto ciò che voglio sotto l’albero è… MUSIC SHOW Le Nuove uscite di Natale, preparate il divano! State ancora smaltendo i banchetti natalizi sul divano e avete divorato intere Serie Tv stabilendo nuovi primati personali? La verità è che qui non siete soli, ma certamente in buona compagnia. Come ogni anno le festività sono il momento migliore per “aggiornarsi” e “scoprire” la musica per il piccolo schermo. Live show, speciali di Natale, documentari, musical, per chi ama la musica, il cinema e la TV in ogni sua declinazione non c’è periodo dell’anno migliore! Scopriamo assieme le migliori uscite!   Happier Than Ever A Love Letter To Los Angeles Billie Eilish Il primo show su cui ci siamo imbattuti, riguarda il fenomeno e astro nascente, si fa per dire, del pop internazionale Billie Elish. Già vincitrice di un Grammy Award nella categoria Record of the Year per il brano Everything I Wanted la cantante statunitense ha presentato lo scorso settembre su Disney+ la sua opera cine-televisiva Happier Than Ever A Love Letter To Los Angeles. A cinematic concert experience, un sottotitolo ambizioso che ha generato non poche aspettative. http://www.youtube.com/embed/RKWQ2Pce74k In realtà non è stata l’unica cosa ad aver averci attratto, la produzione audiovisiva infatti contiene due nomi di spessore, il primo è Patrick Osborne già premio oscar con Winston (miglior corto d’animazione), e il secondo niente di meno che Robert Rodriguez, già proprio lui. Regista, Autore, Produttore, Montatore tra i più prolifici e talentuosi ma per molti ancora quello che ha lavorato con Tarantino. Ad ogni modo il regista Rodriquez (che si ispira apertamente a Carpenter e per questo lo amiamo in modo sconfinato) ha firmato opere come Sin City, Planet Terror, Dal tramonto all’Alba, sempre sospeso tra horror e action, tra splatter grottesco e commedia. Un estetica e una narrativa molto precisa, cosa centra quindi con Billie Eilish? Ma soprattutto adesso l’hype è altissimo (almeno per quel che riguarda la regia). Partendo dai presupposti diciamo subito che le aspettative, quantomeno della portata dell’operazione, sono più che rispettate. Le immagini dello show registrate nell’iconico Hollywood Bowl ben confezionate, fluide e perfette come le migliori produzioni hollywoodiane sanno fare, si alternano a momenti narrativi lasciati alle lucide animazioni di Osborne. Nelle parti dedicate al live acting invece lo stage si svuota e si riempie con un ritmo ben ponderato, si alternano uno dopo l’altro brani che ci permettono di avvicinarci all’artista con intimità e altri in cui si ostenta tutta la potenza e la carica della Los Angeles Philharmonic Orchestra diretta da Gustavo Adolfo Dudamel Ramírez. Dal punto di vista della regia e del montaggio nulla da eccepire, uno show nel complesso confezionato a regola d’arte e che soffre solo in alcuni momenti della mancanza di una regia televisiva pura, mostrando i limiti ad esempio dovuti dall’utilizzo di una sola macchina da presa principale (e di qualche unità aggiuntiva). I tagli in montaggio in questo modo non consentono grandi peripezie, manca il ritmo del live show broadcast, il senso musicale del live broadcast in cui si sottolineano gli attacchi e le strofe, in cui ci si sofferma sul dettaglio, tutto ciò a vantaggio tuttavia della pulizia della scena che appare volutamente sempre perfetta, cinematografica appunto. Insomma nulla da eccepire come prodotto, ma da Rodriquez visto quello che sa fare onestamente ci si aspetta più coraggio. Moby Doc moby Il secondo film che ci siamo regalati, come si evince dal titolo è un documentario monografico dedicato al talentuoso, sempre verde e sempre veggy artista Newyorkese. Su Richard Melville Hall in arte Moby è stato scritto e detto ampiamente, conosciamo le sue battaglie sociali e personali, i suoi trascorsi con le dipendenze hanno riempito riviste e blog di ogni sorta. Quello che emerge in questa opera monografica è invece la sua ostinata ricerca del senso della vita (o della filosofia del successo) per dirla alla Monty Python nel cercare di costruire ipotesi sul significato della vita. Gli espedienti usati dal regista e autore Rob Gordon Bralver sono molteplici, si passa infatti dall’archivio alla messa in scena parodistica e grottesca, dalle animazioni punk al racconto in terza persona tramite l’uso di illusioni analogiche in stile nineteen di chiara matrice gondriana, fino alle scene oniriche (omaggio o ispirazioni dell’amico David Lynch presente in video come intervistato e voce narrante). http://www.youtube.com/embed/74ob6IuShpQ Anche in questo secondo caso abbiamo assistito a un’opera di alto livello, una monografia intima e ricercata, ecco fin troppo. L’impressione che le sovrastrutture narrative abbiano appesantito e ostacolato il contenuto “drammatico” e intimo del personaggio reale e del vero soggetto, la vita Richard Melville Hall. Sicuramente parliamo di una persona dalla grande ironia che ha saputo scherzare e forse esorcizzare grazie al grottesco i propri fantasmi. Un raggio laser che attraversa il deserto di Los Angeles, un il fuoco d’artificio sopra il palco di rave techno che, parafransando De Filippo, “illumina la commedia della vita che sta per nascere dal buio”. Da vedere e ballare senza neanche pensarci su un istante. LCD SOUNDSYSTEM HOLYDAY SPECIAL LCD SOUNDSYSTEM C’è special e special, e quello prodotto da Amazon Prime per gli inossidabili LCD Soundsystem è forse uno dei migliori prodotti audiovisivi d’intrattenimento musicale di questo Natale. Nonostante lo show non nasca come un’operazione programmata, ma come risposta alla cancellazione della band di tre spettacoli previsti a New York proprio a Natale 2021 causa covid-19, il risultato è davvero eccellente! Un format Live semplice e ben confezionato, esecuzione dei brani, scaletta, scenografia in coerenza con lo stile della band, tutto semplice ma a stupire e far sorridere sono le parti storytelling inserite in apertura e tra un brano e l’altro. http://www.youtube.com/embed/ZJp85tWDtRg Lo show Holiday Special infatti riproduce il mood di una sitcom anni ’90 (a proposito delle tecniche di nostalgia di cui abbiamo spesso parlato) e nel farlo coinvolge diversi attori, tra cui loro Macaulay Culkin (il protagonista di Mamma ho perso l’aereo), Aparna Nancherla, Jon Daly, Christine Ko, che interpretano i membri degli LCD Soundsytem. La scelta della parodia per quanto già ampiamente sfruttata funziona sempre, distende e diluisce il brodo dello spettacolo rassicurandoci